“VIAGGIO TUTTO COMPRESO”: RESPONSABILITA’ DEL TOUR OPERATOR PER IL FATTO ILLECITO DEL DIPENDENTE DELL’HOTEL

IUS LAB APULIA

MASSIMA

Corte di giustizia dell’Unione europea – Sezione III – Sentenza
18 marzo 2021 – Causa C-578/19

Nel contratto concluso tra un organizzatore di un viaggio “tutto compreso” e un consumatore, il primo è responsabile nel caso di inadempimento o di cattiva esecuzione di obblighi del prestatore di servizi e, quindi, anche del suo dipendente. Quest’ultimo, se ha un rapporto di subordinazione non può essere qualificato come prestatore di servizi. Di conseguenza, l’organizzatore del viaggio sarà tenuto al risarcimento del danno nei confronti di una turista, vittima di un illecito del dipendente del prestatore di servizi

Il settore turistico rappresenta da sempre uno dei capisaldi dell’economia europea, tuttavia la eterogeneità normativa tra i vari paesi membri dell’Unione Europea ha indotto il legislatore comunitario ad adottare una direttiva ad hoc, direttiva 90/314, poi modificata dalla direttiva 2015/2302, idonea a rimuovere le divergenze tra gli Stati Membri sul piano normativo, al fine di armonizzare la disciplina di riferimento e garantire al consumatore viaggiatore un livello elevato di protezione a fronte degli inadempimenti contrattuali da parte degli operatori del settore.

Proprio la su esposta finalità cui è preordinato il quadro normativo di riferimento ha indotto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ad interpretare l’art. 5, paragrafi da 1 a 3 direttiva 90/314, in maniera estensiva, allargando l’ambito applicativo oggettivo della norma, in modo da includervi anche fattispecie di responsabilità contrattuale cagionate dal fatto illecito commesso, non direttamente dall’organizzatore o dal prestatore di servizi turistici di cui si avvale, bensì dal dipendente di quest’ultimo.

FATTO

Il 17 luglio 2010, mentre si recava alla reception dell’hotel in cui alloggiava, X ha incontrato N, un elettricista, dipendente dell’hotel, che era in servizio e indossava l’uniforme del personale dell’hotel. Dopo aver proposto a X di mostrarle una scorciatoia per la reception, N l’attirava in un locale tecnico e ivi la violentava e aggrediva.

Nell’ambito del procedimento principale, X chiedeva alla Ku. il risarcimento dei danni per lo stupro e l’aggressione subiti, adducendo che si trattava di una cattiva esecuzione del contratto controverso e di una violazione del regolamento del 1992. La Ku. contestava che lo stupro e l’aggressione commessi da N integrassero una violazione degli obblighi ad essa incombenti nei confronti di X in forza del contratto o del regolamento del 1992. A sostegno di tale argomento, la Ku. invocava l’articolo 5.10, lettera b), del contratto e l’articolo 15, paragrafo 2, lettera c), ii), del regolamento del 1992.

DIRITTO

Ai sensi dell’art. 5 paragrafo 1 della Direttiva 90/314/CEE “Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire che l’organizzatore e/o il venditore parte del contratto siano responsabili nei confronti del consumatore della buona esecuzione degli obblighi risultanti dal contratto, sia che tali obblighi debbano essere eseguiti da lui stesso sia che debbano essere eseguiti da altri prestatori di servizi, fatto salvo il diritto dell’organizzatore e/o del venditore di rivalersi presso questi altri prestatori di servizi.

nell’interpretare la norma su citata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in qualità di organo deputato alla interpretazione delle norme comunitarie, nel valutare la configurabilità nel caso di specie di una responsabilità contrattuale in capo al tour operator riconducibile al fatto del prestatore di servizi, si è interrogata sulla possibilità di includere nella categoria dei prestatori di servizi anche la figura del dipendente della società che gestisce l’hotel, quest’ultima, invece, sicuramente qualificabile come prestatore di servizio turistico per conto del tour operator.

L’organo europeo della nomofilachia del diritto unionale, pur affermando che il dipendente di un prestatore di servizi non può essere qualificato egli stesso come prestatore di servizi ai sensi dell’articolo 5 della direttiva 90/314, in quanto non è colui che conclude accordi con l’organizzatore di viaggi «tutto compreso» per fornire una prestazione di servizi a quest’ultimo, tuttavia ha altresì constatato che non può escludersi che le azioni o omissioni di tale dipendente possano essere assimilate, ai fini della normativa, a quelle del prestatore di servizi che lo impiega.

Ha, altresì, specificato che,  tenuto conto dell’obiettivo perseguito dalla direttiva 90/314 consistente, in particolare, nel garantire un livello elevato di protezione dei consumatori, gli obblighi derivanti da un contratto di viaggio «tutto compreso» di cui alla direttiva 90/314, possono essere eseguiti da prestatori di servizi, i quali possono essi stessi agire tramite i loro dipendenti che si trovano sotto il loro controllo. “…Il compimento o l’omissione di talune azioni da parte di tali dipendenti può pertanto costituire un inadempimento o una cattiva esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto di viaggio «tutto compreso”

Ne consegue che il suddetto inadempimento o cattiva esecuzione, pur avendo origine in azioni commesse da dipendenti sotto il controllo di un prestatore di servizi, è tale da far sorgere la responsabilità dell’organizzatore ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 90/314.

A corroborare la su esposta tesi giova ricordare quanto affermato dall’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nelle sue conclusioni:

“in assenza di una tale responsabilità, verrebbe operata una distinzione ingiustificata tra la responsabilità degli organizzatori per i fatti commessi dai loro prestatori di servizi, quando questi ultimi eseguono essi stessi obblighi risultanti da un contratto di viaggio «tutto compreso», da un lato, e quella derivante dagli stessi fatti, commessi da dipendenti di tali prestatori di servizi che adempiono tali obblighi, dall’altro, il che consentirebbe ad un organizzatore di sottrarsi alla propria responsabilità.

In estrema sintesi, le azioni di un dipendente rientrano nella sfera di controllo del prestatore di servizi rispetto alle quali quest’ultimo assume un obbligo di monitoraggio, ne discende che in omaggio a quanto statuito dall’art. 5 paragrafi da 1 a 3 direttiva 90/314 si configura la responsabilità degli organizzatori, i quali sono, quindi, tenuti a risarcire i danni cagionati al turista.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA

Avv. Vittorio Fiume

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Pin It on Pinterest

Share This